Dicono di me

Betta:
"Ogni anno rinnovo la mia personale battaglia con la Ramina, con il verde Ramina. Troppo leggero, troppo pesante, troppo scuro, troppo ossidato...troppo umorale!
Che sfida appassionante il decorare la ceramica!"

Simona:
"L' apertura di un forno di ceramica e il poter verificare come sia venuta la propria opera,da quell'emozione che non mi e' mai passata in piu' di 15 anni;il calore fornace attraverso cui passa l'oggetto trasforma e fissa e talvolta non perdona. e' sempre una scoperta,una sfida di cui finalmente si conosce l'esito,una comprensione,una catarsi."

Cinzia:
"A me la ceramica piace perchè mi permette di mettere in pratica la mia creatività, liberarmi la mente dai pensieri e dalle fatiche della giornata ed è anche contesto piacevole dove socializzare e stare in compagnia "

Pina:
In questo laboratorio l'atmosfera è ricca di alchimie diverse e dà alimento all' anima: tra argille e refrattarie, cristalline e fondenti, ingobbi e smalti, ossidi e colori ci si riappropria del passato più lontano dell' uomo. Si sperimenta, ci si confronta in amicizia, si cresce in umanità. La maga che sa come mescolare gli elementi è Lilli, la maestra e le sue aiutanti.

Barbara:
Ho incontrato la ceramica più di 10 anni fa…per sperimentarmi in un’attività ‘artistica’ che avesse la possibilità di farmi creare, colorare, decorare, divertendomi. A distanza di tanto tempo la sfida si rinnova continuamente (…si sa…i tempi sono diversi per ognuno di noi!!!), ma le ore in laboratorio trascorrono serene, in compagnia di persone interessanti e anche un po’ bizzarre, con le quali la condivisione di uno spazio e un tempo risulta sempre piacevole.

Alessandra:
.....tutte ammassate attorno a lui! eh sì, dopo tanti anni ....e sono veramente tanti, l'apertura del forno è ancora una cosa in grado di emozionarci!!

Rebecca:
Creatività, fantasia, curiosità. Ricerca del nuovo , voglia di imparare e sperimentare, ma anche grandi amicizie, condivisione delle proprie esperienze. Pacca consolatoria nelle giornate in cui l'umore non è al massimo.....questo è per me il corso di Liliana, prima maestra e poi anche giovane amica, che è riuscita a fare di noi un gruppo coeso e inossidabile!

Silvia:
La ceramica! che passione! dopo 11 anni ancora viene prima di molte cose! Ogni impegno viene preso sempre in funzione delle giornata dedicata al decoro. E da giugno a settembre.....una faticosa astinenza!!!

Cecilia:
L’ amicizia tra me e Liliana si perde nella notte dei tempi.L’ho conosciuta che non aveva ancora il “moroso”, un caratterino non facile che quando faceva partire gli strali….Michele deve aver operato il miracolo di averlo ammorbidito.Lei si fa chiamare ironicamente “maestra” perché pensa di non esserlo, ed invece si sbaglia perché lo è nel vero senso socratico(che parolona!) del termine: ti permette di esprimere le tue attitudini, indirizzandoti con garbo e competenza, senza farti sentire imprigionata in una valutazione oggettiva.Ma adesso basta con i discorsi seri perché durante i suoi corsi ci si racconta, si spettegolezza, si scambiano notizie e.. ricette, si ride, si mangia, si beve….. e ci si diverte con la ceramica. Ore piacevolissime!

Marco:
"..allora Dio plasmò l'uomo con l'argilla del suolo e soffiò nelle sue narici un alito di vita e l'uomo divenne un essere vivente.." Genesi cap.2
Ecco forse è proprio per questo motivo che quando in laboratorio prendo tra le mie mani un blocco di argilla, vi affondo le dita, lo modello e vi creo l'immagine che ho nella mente mi sento il quanto più vicino si possa essere all'onnipotenza.

Carlotta:
La mia maestra è competente, ha il talento di vedere in ognuno di noi quali sono le capacità specifiche e quindi sà indirizzarci ad utilizzare le diverse tecniche con i migliori risultati. Il corso è svolto in un ambiente piacevole ed accogliente, l'atmosfera conviviale, rilassata e allegra và al di là dell' imparare, spesso prende la forma della condivisione, dello stare insieme per piacere. Frequento il corso da almeno 16 anni, ultimamente abito lontano da Bologna, ma una volta al mese riesco a fare 300 km ed arrivare al laboratorio per creare qualcosa.